Daydreamer: Perché questa commedia turca mi ha rubato il cuore (e le notti)
Come mi sono innamorata di Daydreamer
Lo ammetto: all'inizio ero scettica. Un'altra serie turca con il solito milionario triste e la ragazza povera che lo salva? Per favore. Poi mia cugina di Zurigo mi ha scritto su WhatsApp: "Devi vedere Daydreamer. Can Yaman è qualcosa di diverso." E io, ingenua, ho cliccato su Mediaset Infinity mentre stiravo. Due ore dopo, il bucato era ancora lì, io ero incollata allo schermo, e Sanem stava facendo capriole sul letto con un vestito da uccello. Sì, avete capito bene.
Da quel momento, la mia vita è stata divisa in due ere: prima di Sanem e Can, e dopo. La prima era fatta di sonno regolare e conversazioni sensate. La seconda è fatta di notti insonni, ricerche su Google su "Can Yaman altezza" (1,85 m, per la cronaca) e discussioni accese con mia sorella su chi sia il vero cattivo della storia.
Cosa rende questa serie diversa dalle solite storie turche
Ok, parliamoci chiaro: Daydreamer (o Erkenci Kuş per gli amici puristi) è una boccata d'aria fresca in un genere che spesso prende sé stesso troppo sul serio. Qui niente sequestri, niente vendette di famiglia, niente segreti oscuri che durano vent'anni. Qui c'è Sanem, una sognatrice che lavora nella drogheria di papà e scrive storie fantastiche su un quaderno mentre il mondo le dice di essere pratica.
E poi c'è Can Divit. Non un miliardario annoiato, ma un fotografo che ha girato il mondo e torna a Istanbul per salvare l'agenzia pubblicitaria di famiglia. Il loro primo incontro? Lei gli rovescia un cesto di arance addosso. Lui la guarda come se fosse la cosa più affascinante che abbia mai visto. E da lì parte una commedia romantica che ha tutto: equivoci esilaranti, una rivalità aziendale che non ti fa smettere di guardare, e una chimica tra i protagonisti che fa sembrare pallido qualsiasi altro drama.
Ma la vera differenza? Sanem non aspetta di essere salvata. Lei sbaglia, impara, cresce. Can non è il principe azzurro perfetto: è testardo, a volte arrogante, ma si innamora perdutamente e non ha paura di mostrarlo. E la serie ha il coraggio di farli litigare, separare, e poi ritrovare, senza mai perdere quel tono leggero che ti fa sorridere anche nei momenti più drammatici.
Dove la guardo qui in Italia e nella Svizzera italiana
Ora, la domanda che tutti mi fanno: "Dove posso vedere Daydreamer?" Allora, se siete in Italia o nella Svizzera italiana, l'unico posto sicuro è Mediaset Infinity. Sì, con la pubblicità, ma ehi, è gratis. Io la metto sul tablet mentre preparo la cena, e ogni tanto mi fermo per ridere delle facce di Can (e per piangere, ma non ditelo a nessuno). L'app funziona bene, i sottotitoli in italiano sono decenti, e hanno tutte le 51 puntate. Certo, a volte la pubblicità arriva nei momenti peggiori, ma fa parte del gioco.
Se siete all'estero, mi dispiace, ma non posso aiutarvi: le regole del mio blog dicono che devo parlare solo di ciò che so per certo. E per noi in Italia, Mediaset Infinity è la scelta.
Le serie che ho guardato dopo
Dopo aver finito Daydreamer (e aver pianto per tre giorni), ho cercato qualcosa che mi desse la stessa carica. Bitter Sweet (Dolunay)? Carina, ma non la stessa magia. Mr. Wrong (Bay Yanlış)? Divertente, ma Can Yaman è Can Yaman. Alla fine, ho ceduto e ho iniziato Kuzey Güney, più drammatico, ma con quella stessa energia familiare. E poi, ovviamente, ho riguardato Daydreamer. Due volte. Non giudicatemi.
Cose che i lettori mi chiedono sempre
"Ma Can Yaman e Demet Özdemir sono stati davvero insieme?" Ah, la domanda da un milione di dollari. Ufficialmente no, ma io ho i miei sospetti. Guardate le loro interviste promozionali: si guardano come se nessun altro esistesse. Poi, quando la serie è finita, ognuno ha preso la sua strada. Ma il cuore della fan spera sempre. E voi? Secondo me c'è stato qualcosa. Ma non ditelo a mia madre, che ancora ci crede.
"La serie è doppiata o sottotitolata?" Su Mediaset Infinity è doppiata in italiano, e devo dire che le voci sono azzeccatissime. La doppiatrice di Sanem ha quella voce sognante perfetta, e quella di Can... beh, se chiudete gli occhi, sembra lui. Ma se volete l'originale turco, purtroppo non c'è opzione. Io mi sono abituata: alla fine, la magia della storia supera tutto.
"Quanto tempo ci vuole per finirla?" 51 episodi da circa 120 minuti l'uno (con pubblicità, anche 140). Se siete come me e vi fate due episodi a sera, ci mettete circa un mese. Ma attenzione: la seconda metà è così avvincente che potreste finire in due settimane. Io l'ho fatto. E non me ne pento. Beh, forse un po', perché poi non avevo più niente da guardare.
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Alla fine, Daydreamer è molto più di una serie: è un'esperienza. Ti fa credere che l'amore possa nascere da un cesto di arance, che i sogni siano più importanti del denaro, e che un uomo con una macchina fotografica possa vedere la bellezza anche nel caos. Se non l'avete ancora vista, cosa aspettate? Mediaset Infinity vi aspetta. E io, nel frattempo, rivedrò per la terza volta l'episodio in cui Can dice a Sanem: "Sei la mia poesia preferita." Perché alcune cose non stancano mai.
